ARTICOLI e NEWS

Selezione per categoria


 Opzioni

  • Cerca fra le news

  • Articoli archiviati
  • rss


  • Versione Cellulare:

    Seguimi su Libero Mobile
    FROSINONE. Mostra dal titolo: SIRENE, AMAZZONI E MONILI.
    Fino al 15 Febbraio, le opere di Marina Longo presso la Casa della Cultura.

    di Redazione
    Arte e Cultura.


    Patrocinata dal Comune di Frosinone, Assessorato alla Cultura, giunge a Frosinone la mostra di opere ceramiche della scultrice Marina Longo, siciliana di Acireale, ma ciociara di adozione. Infatti, dal 2006, è stabilmente nella nostra provincia essendo stata una delle fondatrici dell' Associazione Zerotremilacento ( sito ufficiale ). La mostra, ubicata nei locali dell' ex Mattatoio ora Casa della Cultura, è aperta da quest' oggi e seguirà il seguente orario: la mattina dalle 11:00 alle 13:00 e il pomeriggio dalle 17:00 alle 19:00.

    Questa la presentazione del poeta e saggista Alfonso Cardamone:

    La memoria come risorsa del sentimento e del pensiero, compasso del ri-corso operato dalla creazione artistica, occorrenza per la sperimentazione della ciclicità dell' eterno ritorno. Non la semplice accondiscendenza - sia chiaro- all' emotività della nostalgia o del rimpianto, bensì la messa in opera del rituale ( qui paradossalmente e felicemente laico ed eversore ) del tempo altro, del tempo che scavalca la durata e mira a dilatarsi nella dimensione della renovatio originaria. Esperienza paradossale si diceva tra parentesi, perchè la dimensione della contemporaneità (e qui stanno la novità, il paradosso ed il coraggio ) non viene esorcizzata e accantonata, ma rientra in gioco sub specie di giudizio critico in funzione dialettica con le ragioni del mito.
    L' approccio di Marinella Longo alle risorse della memoria ha un che di necessitato e di fatale, ha il senso di una fascinazione e di un risarcimento insieme. Fiamma avvolgente di passione e lama tagliente di pensiero. E' logos e mythos in uno. Inevitabilmente segnata ( e richiamata ), l' artista, dalle radici che affondano negli scogli titanici di Acireale e nell' ondoso mare dei mille misteri, che i Greci popolarono di mostri mirabolanti, ora minacciosi e ora ammalianti, forme vuoi della paura e vuoi del desiderio, ne scopre, l' artista, l' essenza indissolubilmente anfibologica mettendone in chiaro la duplice valenza di attrazione e di orrore. E va oltre, su questa strada di svelamento, procedendo verso quel risarcimento al femminile di cui la storia dell' occidente è sempre stata in debito. Sirene o Amazzoni, ambedue allegorie con cui i Greci vollero cristallizzare, esorcizzandole, le loro paure verso il femminile, nelle ceramiche di Marinella si fanno materia e forma di quell' urgenza di fiamma e di pensiero di cui si disse, adesione pulsionale al loro ambiguo fascino e rivendicazione critica dellâ' alterità trasgressiva di cui sono allusione. A ribadire la chiave di lettura, le ( splendid e) Civette che, ancorchè di spalla per l' esiguità del numero, si impongono a conferma della centralità del nodo dell' ambivalenza, esse, le strigi, inquietanti simboli di saggezza e di iattura insieme, simili in apparenza all' uomo per la grossa testa tonda e la fissità "pensosa" dello sguardo, ma avvertite ancora come subdola minaccia perchè predatrici in agguato, letali e misteriose, protette dall' ombra materna della Notte
    .



    05 02 2010 - di Redazione condividi:   condividi su Facebook   segnala via email   Pagina stampabile

    scopri FR magazine su Facebookscopri FR magazine su You tube